INPS: il passaggio dal PIN allo SPID


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Questo articolo ci è stato fornito gentilmente dagli amici della ex Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ed è stato scritto dall’Ing. Pier Luigi Callegarin, già Dirigente ed esperto di procedure informatiche della Banca, che ringraziamo di cuore.

L’articolo è pubblicato sul sito dell’Associazione Pensionati Cassa di Risparmio del Veneto, a questo link: https://www.pensionaticrveneto.it/index.php/articoli/articoloStd/20201031-SPID_INPS, dove si potranno consultare tutte le guide e i documenti citati.

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Dal 1° ottobre 2020 l’INPS non rilascia più nuovi PIN per accedere al sito, con lo scopo di passare a SPID come metodo di accesso.
Non è il caso di preoccuparsi troppo, almeno per ora: chi ha già un PIN può continuare ad usarlo, rinnovandolo come di consueto ogni 6 mesi, fino alla fine del periodo transitorio, per cui non è ancora stata stabilita una data.

Il problema urgente si pone quindi solo per chi non ha ancora un PIN e per un qualsiasi motivo avesse la necessità di accedere al sito INPS.
In prospettiva, comunque, è meglio prepararsi, senza l’assillo dell’urgenza.

Cos’è lo SPID.

L’acronimo SPID significa “Sistema Pubblico di Identità Digitale” e si riferisce ad un sistema per consentire l’accesso con un’unica identità digitale a tutti i servizi dell’Amministrazione Pubblica e ai soggetti privati aderenti. 

Come si ottiene lo SPID.

Per ottenere lo SPID sono necessari

  1. Un indirizzo email
  2. Un numero di telefono cellulare
  3. Uno smartphone su cui si possa installare l’app di SPID, che abbia quindi almeno un po’ di memoria libera per l’installazione e non sia troppo datato come versione di Android o IOS
  4. Un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria
  5. Il riconoscimento del richiedente, che può essere fatto presso un ufficio del Provider o tramite carta d’identità elettronica, firma digitale, ecc.

Il servizio SPID non viene fornito da un sito governativo ma da un certo numero di Provider (vedi sito ufficiale SPID); ogni Provider fornisce una propria app specifica da installare sullo smartphone.

Di seguito verranno descritte le modalità per ottenere lo SPID da Poste Italiane, che è il più semplice da usare e offre il maggior numero di opzioni per il rilascio.

Come chiedere lo SPID Poste Italiane.

Come primo passo è consigliabile scaricare l’app PosteID da Google Play (Android) o App Store (Apple), in modo da verificare se il proprio smartphone riesce ad installarla.

Si possono poi scegliere 3 metodi per richiedere lo SPID:

  1. Recarsi in uno sportello di Poste Italiane e fare tutto presso lo sportello.
  2. Eseguire la procedura di registrazione su un computer (Windows o Apple) tramite browser (ad esempio Google Chrome, Firefox, Edge).
  3. Eseguire la procedura di registrazione sullo smartphone con l’app PosteID.

Con la prima opzione è sufficiente recarsi in uno sportello postale con email, numero di cellulare, documento di riconoscimento e tessera sanitaria. Con questa scelta, è possibile anche utilizzare un cellulare datato, non in grado di installare l’app PosteID. In fase di registrazione allo sportello si chiede di ricevere via SMS i codici per l’accesso. Si utilizza quindi per SPID un sistema simile a quello usato da alcune banche: userid(email), password, e codice usa e getta ricevuto via SMS.
Le altre due scelte permettono di fare invece parte o tutta la procedura di registrazione da casa, cosa che può essere opportuna in questo periodo di pandemia, con conseguenti code alle Poste.

Se si è in possesso di una Carta d’Identità Elettronica con il relativo PIN e lo smartphone è dotato di NFC, cioè del dispositivo per leggere le carte contactless, si può fare la registrazione completamente sullo smartphone senza bisogno di andare ad uno sportello Poste per l’identificazione.

In caso diverso l’operazione si può fare su smartphone o su computer, ma per completare il procedimento è necessario recarsi poi, entro 30 giorni, in uno sportello Poste per l’identificazione.

Il documento pdf Guida SPID Poste descrive le modalità di registrazione a computer o con lo smartphone e indica anche come verificare se il proprio smartphone è dotato di NFC.

Per concludere, alcune considerazioni:

Non c’è dubbio che l’amministrazione pubblica italiana abbia un grande bisogno di informatizzare i suoi servizi e debba diventare più efficiente; se ne parla da molto, ma poco è stato fatto, soprattutto nel campo dell’unificazione dei data-center e delle basi dati, ad esempio per non chiedere ai cittadini informazioni di cui l’amministrazione pubblica già dispone.

Visto che comunque dovremo dotarci di SPID, speriamo almeno che tutte le Amministrazioni Pubbliche adottino questo sistema (Regioni, Sanità Regionali, Comuni, ecc.). Essendo poi è previsto che lo SPID possa essere adottato anche da soggetti privati, sarebbe auspicabile che si potesse usare lo SPID anche per accedere ai siti di Fondi Sanitari, Fondi Pensione e, perché no, anche ai portali home banking delle Banche.

Padova, 31 ottobre 2020
Associazione Pensionati Cassa di Risparmio del Veneto
Pierluigi Callegarin

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