Pensioni – Novità 2026


Il DM che regola la rivalutazione automatica annuale delle pensioni, c.d. perequazione, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28.11.2025.

L’aliquota definitiva per il 2025 è stata confermata in 0,80%, ossia la stessa applicata in via provvisoria dal 1.1.2025, e quindi per questo anno non ci saranno conguagli.

L’aliquota provvisoria per il 2026 è stata stabilita nella misura dello 1,40% che viene applicata con il criterio ordinario “a scaglioni” come segue:

  • la quota di pensione fino a 4 volte il minimo (cioè fino a € 2.413,60) viene rivalutata per il 100% dell’indice di svalutazione (1,40%);
  • la quota di pensione fra 4 e 5 volte il minimo (cioè da € 2.413,61 a € 3.017,00) viene rivalutata per il 90% dell’indice (1,26%);
  • la quota di pensione superiore a 5 volte il minimo (cioè oltre € 3.017,00) viene rivalutata per il 75% dell’indice (1,05%).

Per i titolari di più pensioni l’applicazione delle aliquote viene effettuata prendendo a base il totale delle pensioni stesse.

L’INPS ha applicato le nuove aliquote senza ritardo iniziando a erogare i nuovi importi aggiornati con la pensione di gennaio 2026.

Dobbiamo comunque segnalare alcune inesattezze nel calcolo dei nuovi importi lordi delle pensioni. Abbiamo verificato pochi casi ma sembra certo che, analogamente a quanto già accaduto dopo lo zainetto del Fondo di Previdenza del 2022, il Casellario centrale delle pensioni non risulti ancora aggiornato con la cancellazione delle pensioni (Fondo di Previdenza e FIP) cessate per capitalizzazione nel corso del 2025. Di conseguenza gli incrementi della pensione INPS di coloro che hanno percepito lo zainetto nel 2025 risultano inferiori a quanto effettivamente spettante.

Tuttavia queste differenze sono poco significative e ve le segnaliamo al solo scopo informativo non ritenendo giustificabile, almeno per il momento, prendere iniziative al riguardo.

È auspicabile che nei prossimi mesi il Casellario centrale venga aggiornato e l’Inps provveda di iniziativa alle opportune rettifiche. Questo in analogia a quanto accaduto sulle pensioni del 2023 quando le correzioni vennero effettuate proprio in extremis con il pagamento della pensione del mese di dicembre.

Con la pensione del mese di marzo 2026 è stata anche aggiornata la tassazione irpef con la riduzione dell’aliquota per lo scaglione di reddito da Eur 28.000 a Eur 50.000 dal 35% al 33%. È stato ribassato il nuovo importo della trattenuta mensile e provveduto al pagamento del conguaglio per i mesi di gennaio e febbraio.

Per quanto riguarda le pensioni integrative (Fondo di Previdenza e Fip) ancora in vita ci risulterebbe che gli importi lordi non siano stati ancora aggiornati. Prevediamo che il fondo erogatore, in analogia al comportamento tenuto negli anni precedenti, attenda i dati definitivi trasmessi dal Casellario centrale delle pensioni e applichi gli adeguamenti perequativi e fiscali nei prossimi mesi di agosto/settembre pur con la corresponsione degli arretrati a decorrere da gennaio.