Abbiamo presentato al Fondo la richiesta di Referendum

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Spett.
FONDO DI PREVIDENZA per il Personale
della CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE
Via Carlo Magno 7
50127 FIRENZE
fondoprev@pec.carifirenze.it

e a tutti i Consiglieri e al Responsabile del Fondo

Spett.
COVIP
Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione
Direzione Vigilanza I
Ufficio Fondi preesistenti I
protocollo@pec.covip.it

Spett.
Banca CR FIRENZE Spa
Via Carlo Magno 7
50127 FIRENZE
affarigenerali@pec.carifirenze.it

 

Spett.
INTESA SANPAOLO Spa
Piazza San Carlo 156
10121 TORINO
info@pec.intesasanpaolo.com

(e per conoscenza ai Sindacati)

La scrivente Associazione ha promosso e coordinato la raccolta delle firme fra gli iscritti al FONDO DI PREVIDENZA per il Personale della CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE per richiedere il Referendum fra gli iscritti sulle modifiche statutarie qui allegate.

Hanno sottoscritto la richiesta n. 1.362 iscritti al Fondo, così suddivisi:

Se si considera che, secondo l’ultimo Bilancio (2017) del Fondo, i pensionati diretti sono in totale n. 2.313, è facile osservare che i firmatari sono addirittura il 54,06% del totale dei pensionati diretti.

Si tratta non solo di una percentuale enormemente superiore al numero di soli 500 iscritti ritenuti sufficienti dall’art. 7 dello Statuto, ma tale da condizionare in modo evidente l’esito finale della consultazione referendaria.

Dobbiamo ancora ricordare che gli iscritti in servizio sono soltanto n. 554 (il 16,43% del totale), e che pertanto la rappresentatività degli iscritti al Fondo non può certo essere attribuita in via esclusiva alle Associazioni Sindacali.

Il numero enorme dei firmatari rende ovviamente ineludibile la presente richiesta di Referendum, ed ovviamente porta ad attribuire la effettività della rappresentanza degli iscritti (e soprattutto dei pensionati) alla scrivente Associazione Pensionati.

La richiesta mira a tutelare i diritti e le finalità statutarie del Fondo Pensione, ente di natura pubblicistica istituito con D.P.R. 14.2.1963 n. 439 per attuare le finalità di cui all’art. 38 Cost., con esonero dal regime ordinario dell’AGO.

Addirittura molte delle attuali sigle sindacali all’ epoca neppure esistevano.

Tale Fondo è stato successivamente trasformato in fondo integrativo per volontà ed effetto esclusivi della legge 218/90 e del Decr. Leg.vo 357/90, senza alcun intervento della contrattazione collettiva.

Il patrimonio del Fondo è vincolato esclusivamente (art. 5 del Decr. Leg.vo 357/90) al mantenimento del preesistente miglior favore previsto dalla legge, con divieto di distrazione dalla suddetta finalità fino alla sopravvivenza dell’ultimo iscritto, essendo un Fondo chiuso perché riservato ai soli iscritti al 31/12/90.

In particolare il Referendum mira a tutelare i diritti del Fondo e degli iscritti con riferimento alle procedure in atto fra la Banca ed i Sindacati, che appaiono di incerta denominazione (“confluenza”, “integrazione”, “trasferimento”, ecc.) e di incerta natura.

Gli stessi Sindacati hanno ancora di recente ribadito la necessità assoluta che su ogni modifica statutaria in materia si debba tenere un Referendum, e quindi a maggior ragione si conferma la legittimità e la opportunità della presente richiesta di Referendum.

Con riferimento all’art. 7 dello Statuto, emerge con evidenza la perfetta ammissibilità della presente richiesta, poiché l’indizione del referendum (una volta presentata la richiesta di almeno 500 iscritti) si presenta come atto dovuto da parte del CdA del Fondo, privo di ogni potere discrezionale.

Allo stesso modo la posizione della Banca sarà solo quella di mero controllo formale della legittimità della richiesta.

Si noti infatti come dalla lettera dell’art. 7 dello Statuto emerga la differenza fra il mero assenso del CdA della Cassa” al Referendum e la ben diversa ipotesi di vera e propria deliberazione della Banca di cui al comma successivo, per quanto attiene alle modifiche da sottoporre poi alla Vigilanza.

D’altra parte ogni eventuale mancanza di “assenso” della Banca andrà in ogni caso motivato sotto il profilo della sua giustificatezza, non potendosi certo configurare a favore della Banca un arbitrario “diritto meramente potestativo” di veto sulle richieste degli iscritti, soprattutto se il numero dei richiedenti è così numeroso.

Va evidenziato ancora che il quesito referendario non aggiunge alcun onere a carico della Banca rispetto a quelli già previsti dalla legge n. 55 del 1958, e che quindi un eventuale diniego immotivato sarebbe contrario anche al principio di esecuzione del contratto secondo buona fede, e sarebbe oggetto di scrutinio giudiziale.

Tutto ciò premesso, la scrivente Associazione Pensionati

CHIEDE

Che il Fondo Pensione fissi la data e l’ora per ricevere gli originali delle richieste di modifiche statutarie al Referendum, debitamente firmate, che verranno consegnate in separati faldoni ordinati alfabeticamente, previo rilascio di idonea ricevuta.

Per agevolare queste operazioni, si invia fin d’ora l’elenco dei firmatari, corredato dei loro dati anagrafici e pensionistici.

Si resta in attesa di cortese e sollecito riscontro, e si porgono i migliori saluti.

Associazione Pensionati CR Firenze

Il Presidente

Roberto GATTAI

Allegato:

  1. Testo in PDF della presente lettera
  2. Testo del quesito Referendario
  3. Elenco dei firmatari (solo al Fondo Pensione con separata mail)

 


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