Il Verbale dell’Assemblea dei soci del 7 maggio 2019


Foto di Tonina Caneschi

Prende la parola il Presidente Roberto Gattai, per salutare l’assemblea.

Viene presentato il Bilancio al 31.12.2018. Si dà lettura delle varie voci. Nella analisi  viene ricordata la Polizza Capofamiglia, questa è stata disdetta perché negli anni della sua esistenza, solo due persone vi sono ricorse e dell’ultima non si era ancora arrivati a definizione. Guarderemo in seguito se riattivarla, eventualmente con altre coperture assicurative.

Il Bilancio viene approvato all’unanimità per alzata di mano.

Si passa a parlare, quindi, dell’esito delle ultime votazioni per il rinnovo del Consiglio della Associazione.

Dà lettura dei nominativi eletti:

Il nuovo Consiglio rimarrà in carica per il triennio 2019/2021. Il Presidente  comunica altresì alla Assemblea che a breve si riunirà il Consiglio per la nomina delle cariche al suo interno.

Ricorda, quindi, i colleghi che si sono ritirati, Bartolozzi, Giannotti, Mobilio, Perissi e Sambati. Tutti hanno contribuito per diversi anni alla nostra Associazione e li ringraziamo.

Il Presidente parla quindi della nostra attività, essenzialmente politica, per i rapporti con la Banca, con i Fondi e per la prossima fusione dei Fondi. Ricorda la sempre maggior necessità di utilizzare i computer e le attività che si svolgono in Associazione (assistenza alle vedove per le varie procedure della reversibilità; problemi con il Fondo Sanitario ecc..). Da questo anno, poi, è iniziata un’ attività di Patronato, seguita da Tosi, che è in Associazione tutti i lunedì mattina.

Passa quindi la parola a Fabrizio Falsetti che rimarrà Presidente del Fondo di Previdenza fino ad Aprile 2020.

L’ intervento riguarda la gestione del nostro Fondo (sia mobiliare che immobiliare) e brevi note sul bilancio 2018, sia economico che attuariale.

Per quanto riguarda la parte immobiliare Falsetti ricorda che l’alto valore dei cespiti immobiliari in bilancio deriva dall’avere a suo tempo, anche su richiesta della Cassa di Risparmio, valutato gli stessi ai valori di mercato e non a quelli dei costi storici.

Con l’entrata in vigore delle disposizioni legislative (anno 2007) che limitavano al 20% il rapporto tra beni immobili e patrimonio complessivo il Fondo si è visto costretto ad accelerare l’alienazione dei beni optando per vendite ad unità singole per ottenere incassi maggiori (ed evitando speculazioni immobiliari con vendite a blocchi).

I valori vengono aggiornati ogni anno e viene data una prelazione di 30 giorni ai dipendenti del Gruppo (oggi Intesa) al prezzo in bilancio.  Dopo tale periodo di ’’riguardo’’ le unità vengono poste sul mercato ed assegnate ai maggiori offerenti.

Aggiornando i dati già riportati sul precedente giornalino a fine 2018 il valore complessivo degli immobili ammontava a 136 mln (contratti stipulati nell’ anno trascorso per circa 35 milioni di euro): Dal 1 gennaio 2019 ad oggi, tra vendite già contrattualizzate e vendite in fase di definizione il valore è sceso a 124 mln (registrando una plus valenza dell’ 8% ) e facendo scendere  al 28% il rapporto con il patrimonio complessivo.

Restano ancora da alienare circa 220 appartamenti e ci sono trattative in corso per la vendita dell’immobile di Via Baracchini e di quello in P.za Ottaviani (valutabili in circa 10 mln). Forti le richieste su Firenze (in particolare zona S. Frediano) meno interesse sulle altre piazze (Empoli, Campi, San Donnino ecc.).

La gestione del patrimonio mobiliare è affidata da diversi anni a gestori di fama internazionale con mandati a scadenza triennale. Per il triennio 2019-2021 sono state selezionate le soc. Eurizon (per la parte obbligazionaria) e Candriam per quella azionaria. Dall’inizio dell’anno il patrimonio loro affidato si è incrementato di circa 5,8 mln di euro.

Per quanto riguarda il bilancio fine 2018, a fronte di uscite per circa 20 mln- di cui 16,5 per prestazioni pensionistiche- il patrimonio netto è diminuito a 420 mln, più di quanto previsto stante l’improvviso andamento negativo dei mercati mobiliari negli ultimi due mesi dell’anno (il bilancio è la fotografia dei dati al 31.12.18)

Nonostante questa situazione il bilancio attuariale (cioè gli accantonamenti necessari per garantire il pagamento delle pensioni fino all’ultimo beneficiario) registrano una eccedenza di circa 30 mln a riprova della buona salute del ns Fondo. C’è   però da valutare il realizzarsi di alcune incognite che potrebbero ridurre tale avanzo, l’adesione a ’’quota 100 ‘’ di circa 120 colleghi ancora in servizio e la definizione del contenzioso 82%, 85% (passaggio da funzionari a quadri). Nella peggiore delle ipotesi le necessità di maggiori accantonamenti potrebbero aggirarsi sui 25 mil.

Riprende la parola il Presidente Gattai, per parlare della prossima fusione dei Fondi.

Abbiano raccolto 1362 firme per la richiesta di Referendum per la modifica dello Statuto e scritto al riguardo al Fondo in data 12 febbraio u.s., ma ad oggi non c’è stato nessun riscontro. Abbiamo fatto un sollecito in data 7 marzo, ma ugualmente senza risposta. Ci  meraviglia il fatto che la Falcri non ci abbia appoggiato in questa richiesta, anzi ha ripetuto che non contiamo nulla e che quindi non saremo al tavolo delle trattative.

E’ chiaro che i Sindacati vogliono tutelare gli interessi degli attivi, quando il nostro Fondo passerà nel Fondo di Gruppo. Il problema è che un eventuale Referendum proposto dalla Banca, in caso di fusione, sarà orientato agli interessi della Banca:

Occorrerà andare al Referendum, ma sulla base di quelle che sono state le nostre indicazioni!

Ad oggi sembra che la Banca abbia richiesto il parere di consulenti esterni.

Anche in Unicredit sta succedendo la stessa cosa: sembra che per loro sia stato detto che si tratta di fusione per incorporazione, con vincolo di destinazione a favore degli iscritti, passando comunque dal Referendum. Questo significherebbe mantenere le stesse garanzie attuali.

Alla Covip, Organo di vigilanza, va fatto presente che le nostre richieste non portano aggravi: vediamo se vorranno intervenire o faranno fare alla Banca quello che vuole. Speriamo di essere convocati, altrimenti non resterà che il ricorso alle vie legali.

Prende di nuovo la parola Falsetti. Il Referendum ora viene fatto solo con il benestare della  Banca . Il Fondo sta valutando come fare per indire il  Referendum che abbiamo richiesto noi (si è rivolto ad alcuni avvocati per capire che procedura seguire); nel caso, quindi, che la Banca dia il via, il Fondo sarà già in grado di procedere.

Prende la parola l’Avv. Giovanni Franco Catenaccio, Presidente dell’Associazione Pensionati Cariplo e della FAP Nazionale.

Ringrazia per l’invito, che serve anche per portare in Cariplo ed in FAP le nostre iniziative. Parlando di Cariplo dice che il Fondo non ha avuto un Bilancio positivo, varie le motivazioni: Dallo spread alla incertezza della Brexit, che fanno oscillare il mercato azionario, a Trump e ai dazi imposti con la Cina. Gli analisti non sanno ancora se la situazione è strutturale o no. Ricorda il recente famoso “contributo di solidarietà” ed il fatto che i problemi di uno Stato che decresce debbano essere sempre poi pagati dai pensionati, ritenuti dei privilegiati.

L’Avv. Catenaccio parla poi del Fondo Sanitario di Banca Intesa.

Il 2018 è andato male, con una perdita di 4 milioni di euro, contro un utile di 33,5 milioni nel 2017. Il disavanzo del Fondo ridurrà del 50% la quota differita, ed in parte ridurrà le riserve. Questo porterà in futuro una riduzione delle prestazioni o un aumento del contributo. Comunque rimanendo nel Fondo, ricordiamo che potremo sempre dedurre la quota che si versa  e quindi una riduzione di tasse sulla aliquota terminale.

Prende quindi la parola l’Avv. Michele Iacoviello.

Ricorda che in tutta Italia, Banca Intesa ha già incorporato il San Paolo di Torino e la CR Padova. Ultima sarà Firenze, forse per non creare precedenti. Al San Paolo hanno tagliato il 6% sugli zainetti: la Banca nel suo Bilancio aveva un accantonamento per la solidarietà sulle pensioni San Paolo di 800 milioni, poiché il San Paolo paga come pensione il 90% dell’ultima retribuzione.

Noi vogliamo le cose chiare, sia per le pensioni che per gli zainetti. A Padova hanno anche sbagliato i conteggi degli zainetti, perché non c’era allineamento fra Padova e il Service che era a Torino.

E’ necessario attrezzarsi prima, perché il Fondo abbia tutti i dati esatti anche dei familiari e non avere così possibilità di errore (nei calcoli degli zainetti dovrebbero essere compresi i dati del coniuge reversibile, oltre di eventuali figli disabili). Noi dovremmo altresì sapere dove andranno i 30 milioni di eccedenza, se restano a noi o vanno a colmare i disavanzi degli altri.

Per chi non zainetta deve esserci la garanzia dei diritti attuali.  Il Gruppo può avere altre regole (vedi il 60% che il nostro Fondo dà alle vedove e va quindi ad integrare il 30% che dà l’Inps). L’unico modo è che tutto rimanga con le garanzie attuali.

Ricorda anche la clausola compresa nello Statuto che riguarda la riliquidazione delle pensioni in caso di avanzo.

Conferma che noi dobbiamo andare al Referendum con le nostre richieste.

Parla quindi della causa del FIP, per la quale siamo andati in Cassazione il 6 marzo u.s. (la reversibilità è stata definita, ora dobbiamo sistemare la perequazione, già data a seguito delle sentenze di appello, ma da definire in Cassazione).

Il 25 giugno prossimo ci sarà la causa in Cassazione della perequazione 99/2000 del Fondo di Previdenza, vinta in primo e secondo appello. Dopo la sentenza vedremo cosa fare per la perequazione ultima non corrisposta.

Ricorda che a giugno verrà preso il contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, mentre verrà sistemata la perequazione da inizio anno 2019.

Rimane il principio che non è giusto far pagare ai pensionati i problemi di cassa dello Stato.

Parla quindi del sito internet della nostra Associazione e di Facebook, dove ugualmente cerchiamo di essere presenti ed aggiornati.

L’avv. Catenaccio chiede all’Avv. Iacoviello se, considerando che per Legge le Fonti Istitutive sono Azienda e Sindacati, i Consigli dei Fondi possono bloccare gli accordi sindacali.
Risponde l’Avv. Iacoviello che fino a qualche anno fa le Banche ritenevano che gli accordi sindacali fossero sovrani e non necessitassero di una approvazione del Fondo. Sembra invece che ora la Banca dica che non è sufficiente il solo accordo sindacale, ma che questo sia solo l’inizio, poiché il Fondo deve poi recepire l’accordo con le sue regole statutarie, che comprendono anche il Referendum (naturalmente se previsto dalla Statuto).

Prende la parola il collega Bianchini. Approva il fatto di essere partiti in anticipo e soprattutto di aver considerato necessari i dati dei familiari per poter calcolare gli zainetti.

Gattai replica che cercheremo di integrare, allo scopo, tutti i dati mancanti.

Altra collega, Riccetti, chiede se l’Associazione può farsi parte attiva nelle amministrazioni di sostegno di cui alcuni colleghi potrebbero aver bisogno.

Gattai chiede alla collega di presentarsi in Associazione per un approfondimento in merito.

La collega Scaccioni chiede come mai i pensionati dopo il 2008 possono godere di una assicurazione, Total Care. Risponde l’avv. Catenaccio che questa è in autonomia del Fondo Sanitario e non dipende da una Legge. Cercherà di informarsi sul perché.

Dopo i ringraziamenti del Presidente all’ assemblea per la loro partecipazione, la riunione si chiude alle ore 12.20.